Tempo determinato: importanti novità

Luglio 03, 2018

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 2 luglio 2018, ha approvato un Decreto Legge contenente le modifiche apportate al contratto di lavoro a tempo determinato, per limitare l’utilizzo di tali contratti favorendo i rapporti a tempo indeterminato e la conseguente stabilità del rapporto di lavoro.

A questo scopo, si prevede che, fatta salva la possibilità di libera stipulazione tra le parti del primo contratto a tempo determinato, di durata comunque non superiore a 12 mesi di lavoro in assenza di specifiche causali, l’eventuale rinnovo dello stesso sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate di intensificazione dell’attività produttiva o per sostituire lavoratori assenti. In presenza di una di queste condizioni, già a partire dal primo contratto, sarà possibile apporre un termine comunque non superiore a 24 mesi totali.

Al fine di indirizzare i datori di lavoro verso l’utilizzo di forme contrattuali stabili, inoltre, vi è l’aumento dello 0,5% del contributo addizionale – attualmente pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a carico del datore di lavoro, per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato – in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.

Infine, le proroghe dei contratti di lavoro a tempo determinato si riducono da 5 a 4 nell’arco complessivo dei 24 mesi di durata massima.

Per le aziende che hanno in previsione la proroga degli attuali contratti a tempo determinato in essere, questa è l’occasione per una verifica della necessità di anticipare tale atto in considerazione del fatto che la nuova normativa si applicherà a tutti i contratti in essere alla data di entrata in vigore del Decreto Legge, decorrente dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Come di consueto lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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