Le novità del Collegato fiscale e della Legge di Bilancio 2019

Gennaio 07, 2019

Si informa che sono state pubblicate la Legge n. 136 del 17 dicembre 2018 di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge n. 119 del 23 ottobre 2018, recante Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria nella Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18 dicembre 2018; e la Legge n. 145 del 30 dicembre 2018, contenente il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021, sul Supplemento Ordinario n. 62 alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018. La suddetta legge è entrata in vigore il 1° gennaio 2019, fatte salve diverse decorrenze specifiche.

Desideriamo fornirvi un’analisi delle disposizioni di maggiore interesse per i datori di lavoro/sostituti d’imposta introdotti con la manovra.

Congedo di maternità

L’articolo 1, comma 485, della Legge di Bilancio 2019, aggiunge il comma 1.1 all’art. 16 del D.Lgs n. 151/2001, riconoscendo alle lavoratrici la possibilità di astenersi dal lavoro per il periodo di assenza obbligatoria esclusivamente dopo il parto e fino al quinto mese successivo allo stesso, in alternativa alle normali modalità di fruizione del congedo di maternità (due mesi prima la data del parto e tre mesi dopo). L’esercizio di tale facoltà è subordinato al parere favorevole del medico specialista del Servizio sanitario nazionale e del medico competente alla prevenzione e alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, i quali devono attestare che la scelta operata dalla futura madre non arrechi pregiudizio alla propria salute e a quella del nascituro.

Smart working

L’articolo 1 comma 486 aggiunge all’articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 81, comma 3-bis, stabilendo che i datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l’esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile, sono tenuti in ogni caso a riconoscere priorità alle richieste formulate:

  • dalle lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità obbligatoria, previsto dall’articolo 16 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151;
  • dai lavoratori con figli in condizioni di disabilità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Congedo obbligatorio del padre

Il comma 278 della Legge di bilancio ha modificato il comma 354 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 prevedendo la proroga per il 2019 del congedo obbligatorio retribuito a favore del padre lavoratore dipendente, da fruire entro 5 mesi dalla nascita del figlio, in relazione ai figli nati, adottato o affiliati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019, e aumentandolo nella misura di 5 giorni invece che 4.

Bonus bebè

Il Collegato fiscale all’art. 23 quater ha previsto la proroga per il 2019 dell’assegno mensile di natalità, istituito dalla Legge di Stabilità del 2015 per ogni figlio nato, adottato o affiliato dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019.

Il bonus è riconosciuto ai nuclei familiari che presentino un reddito non superiore a 25.000 euro e ammonta a 960,00 euro annui, cioè 80,00 euro al mese.

Qualora poi il reddito non sia superiore ai 7.000 euro, il bonus è raddoppiato a 1.920,00 euro annui cioè 160,00 euro al mese.

In caso di figlio successivo al primo, la Legge prevede che l’importo del bonus venga incrementato del 20%.

Il bonus viene erogato mensilmente, dalla nascita del figlio al compimento del primo anno di età, e viene corrisposto dall’inps su presentazione di apposita domanda telematica.

Bonus asilo nido

La Legge di Bilancio ha previsto, all’articolo 1, comma 488, l’aumento dell’importo del buono previsto per i nati a decorrere dal 1° gennaio 2016, di cui al comma 355, art. 1 della Legge n. 232/2016,

  • relativo al pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché
  • per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche.

Infatti, per ciascuno degli anni 2019, 2020, 2021 l’importo del “bonus nido” è elevato a 1.500 euro su base annua.

Si ricorda che il voucher in parola è corrisposto dall’inps, previa presentazione di idonea documentazione relativa all’iscrizione e al pagamento della retta a strutture pubbliche o private, e che l’agevolazione:

  • non è cumulabile con la detrazione del 19% della spesa sostenuta per la frequenza degli asili nido;
  • non è fruibile contestualmente con il beneficio dei voucher “baby sitting” previsti dai commi 356 e 357 della Legge n. 232/2016.

Nuova denominazione per l’alternanza scuola-lavoro

Con i commi 784-787 dell’articolo 1, la Legge di Bilancio ha rinominato i percorsi di alternanza scuola-lavoro in “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” e, dall’anno scolastico 2018/2019, sono attuati per una durata complessiva:

  • non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali;
  • non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici;
  • non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

Le linee guida in merito ai suddetti percorsi saranno definite con un apposito decreto ministeriale da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2019.

Bonus occupazionale giovani eccellenze

La Legge di bilancio con le previsioni dei commi 706-717 dell’articolo 1 ha introdotto un nuovo incentivo consistente nello sgravio totale annuale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’inail, applicabile alle assunzioni a tempo indeterminato, anche part-time, effettuate nel 2019 di giovani che siano in possesso:

  • della laurea magistrale, ottenuta nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 con la votazione di 110 e lode e con una media ponderata di almeno 108/110, entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento del trentesimo anno di età, in università statali o non statali legalmente riconosciute;
  • di un dottorato di ricerca, ottenuto nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 e prima del compimento del trentaquattresimo anno di età, in università statali o non statali legalmente riconosciute.

Si può godere dell’esonero contributivo:

  • per un periodo massimo di 12 mesi decorrenti dalla data di assunzione;
  • nel limite massimo di 8.000 euro per ogni assunzione effettuata. Tale limite massimo deve essere proporzionalmente ridotto in caso di assunzione a tempo parziale.

L’esonero contributivo spetta anche per le trasformazioni a tempo indeterminato, avvenute nel periodo 1° gennaio 2019 – 31 dicembre 2019, fermo restando il possesso dei suddetti requisiti alla data di trasformazione.

L’esonero spetta, inoltre, per la parte residua, qualora un lavoratore, per il quale è stato parzialmente fruito l’esonero, venga nuovamente assunto a tempo indeterminato da altri datori di lavoro privati nel periodo 1° gennaio 2019 – 31 dicembre 2019.

L’esonero non spetta, invece,

  • in relazione alle assunzioni effettuate con contratto di lavoro domestico;
  • ai datori di lavoro privati che, nei 12 mesi precedenti all’assunzione, abbiano effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero licenziamenti collettivi nell’unità produttiva in cui intendono assumere le “giovani eccellenze”.

Il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo del lavoratore assunto avvalendosi dell’esonero (o di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con la medesima qualifica di quest’ultimo), effettuato nei 24 mesi successivi alla predetta assunzione, comporta la revoca dell’esonero e il recupero delle somme già fruite.

L’esonero contributivo, che sarà gestito e disciplinato dall’inps, è cumulabile con altri incentivi all’assunzione, di natura economica o contributiva, definiti su base nazionale e regionale.

Bonus formazione 4.0 per le imprese

La Legge di Bilancio ai commi 78-81 dell’articolo 1 ha previsto la proroga per il 2019 del bonus formazione 4.0 approvato nel Ddl della Finanziaria dalla Commissione Bilancio alla Camera in data 4 dicembre 2018, sotto forma di credito d’imposta.

Ecco gli importi del bonus formazione 4.0 per il 2019:

  • credito d’imposta del 50% per le piccole imprese fino a 300.000 euro di spesa annuale;
  • credito d’imposta del 40% per le medie imprese fino a 300.000 euro di spesa;
  • credito d’imposta del 30% per le grandi imprese fino a 200.000 euro di spesa.

Incentivi per l’assunzione di giovani autotrasportatori

Con i commi 291-295 la Manovra introduce, per il periodo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020, incentivi per l’impiego di giovani autotrasportatori di merci, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, che non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età, al 1° gennaio 2019, in particolare, il rimborso del 50% delle spese sostenute per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei veicoli destinati all’esercizio dell’autotrasporto per conto terzi.

Si attendono chiarimenti del Ministero del lavoro in merito alle modalità di richiesta e di erogazione del rimborso.

Rimborso Inail della retribuzione per i lavoratori con disabilità da lavoro

Al fine di incentivare l’assunzione e il reinserimento dei lavoratori disabili, la Legge di Bilancio, al comma 533 dell’articolo 1, ha stabilito che l’inail rimborserà ai datori di lavoro il 60% della retribuzione erogata nei confronti dei lavoratori disabili inseriti in progetti di reinserimento lavorativo, finalizzati alla conservazione del posto di lavoro.

È stato pertanto aggiunto un nuovo periodo al comma 166 dell’art. 1 della Legge n. 190/2014, che indica le modalità con cui il suddetto rimborso debba avvenire:

  • il rimborso è erogato a condizione che il disabile, al termine del periodo di inabilità assoluta temporanea, non sia in grado di accedere al mondo del lavoro senza il supporto del progetto di reinserimento e conservazione dell’occupazione;
  • i progetti di reinserimento possono essere proposti dai datori di lavoro stessi e sono sottoposti all’approvazione dell’inail. I progetti possono essere realizzati e promossi anche dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, nonché da enti, patronati o associazioni che promuovono la tutela della disabilità;
  • le retribuzioni oggetto di rimborso sono quelle corrisposte dalla manifestazione della volontà da parte del datore e del lavoratore di attivare il progetto e fino alla realizzazione degli interventi programmati, o comunque per un periodo non superiore a 1 anno;
  • se i progetti di inserimento non sono attuati per immotivato unilaterale recesso del datore di lavoro, lo stesso è tenuto alla restituzione dell’importo rimborsato dall’inail.

Revisione delle tariffe INAIL

I commi 1121-1126 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio hanno previsto una riduzione dei premi e contributi inail per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, con effetto dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2021.

L’emanazione delle nuove tariffe determinerà per il solo 2019 lo spostamento degli adempimenti relativi all’autoliquidazione, così come segue:

  • il termine del 31 dicembre 2018 per l’invio delle basi di calcolo dei premi è differito al 31 marzo 2019;
  • sono differiti al 16 maggio 2019 i termini relativi ai seguenti adempimenti
    • domanda di riduzione delle retribuzioni presunte;
    • calcolo e versamento del premio (in unica soluzione o 1° rata);
    • denuncia delle retribuzioni.

In caso di pagamento del premio inail in 4 rate, le scadenze per il pagamento della prima e della seconda rata vengono unificate e ambedue i versamenti dovranno essere effettuati entro il 16 maggio 2019.

Inoltre, viene stabilita sempre a decorrere dal 1° gennaio 2019

  • la soppressione del premio supplementare per la copertura assicurativa contro la silicosi (artt. 153 e 154 del DPR n. 1124/1965);
  • l’esclusione dei premi inail dall’ambito di applicazione della riduzione contributiva relativa al settore edile (attualmente pari all’11,50%);
  • la riduzione al 110 per mille (in precedenza 130 per mille) del tasso massimo, applicabile, per le lavorazioni più pericolose, al valore di base del premio inail.

Misure di contrasto al lavoro nero e tutela della sicurezza sul lavoro

Il comma 445 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio prevede un aumento del 20% delle sanzioni previste in caso di violazioni delle norme relative:

  • all’impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico (art. 3, DL n. 12/2002 convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 73/2002);
  • all’esercizio non autorizzato delle attività di somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale ovvero supporto alla ricollocazione professionale (art. 18, comma 1, D.Lgs n. 276/2003);
  • al ricorso, da parte dell’utilizzatore, alla somministrazione di prestatori di lavoro da parte di soggetti diversi da quelli autorizzati dalla legge (art. 18, comma 2, D.Lgs n. 276/2003);
  • alla richiesta di compensi al lavoratore per avviarlo a prestazioni lavorative oggetto di somministrazione (art. 18, comma 4, D.Lgs n. 276/2003) ovvero a seguito di prestazioni in somministrazione per un contratto diretto presso l’utilizzatore (art. 18, comma 4-bis, D.Lgs n. 276/2003);
  • agli appalti e ai distacchi non genuini (art. 18, comma 5-bis, D.Lgs n. 276/2003);
  • alla mancata comunicazione preventiva di distacco transnazionale e agli obblighi amministrativi a carico dell’impresa distaccante (art. 12, commi 1-3, D.Lgs n. 136/2016);
  • al mancato rispetto delle disposizioni relative al limite massimo dell’orario settimanale medio, al riposo settimanale, alle ferie annuali e al riposo giornaliero (art. 18-bis, commi 3 e 4, del D.Lgs n. 66/2003);

Sono, invece, aumentate del 10% tutte le sanzioni previste dal D.Lgs n. 81/2008, sanzionate in via amministrativa o penale (in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro).

Le predette somme sono raddoppiate qualora, nei tre anni precedenti, il datore di lavoro sia stato sanzionato per i medesimi illeciti.

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